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Roma, 18/10/2010 – Impressioni di un “infiltrato…particolare”

h. 13:00 circaPiazza dei Cinquecento – ciò che subito pervade il passante è la “Grande Forza della Sinistra” che si prepara a dispiegare la propria possenza, la propria compattezza, come un immenso atleta che riscalda i propri muscoli pronto a dimostrare al mondo intero ciò di cui è capace. Perché il grande popolo della sinistra ha dimostrato esattamente questo: forza soprattutto, ma anche compattezza, solidarietà e, contrariamente a quanto molti paventavano, estrema compostezza nell’esprimere il comune dissenso verso tutto ciò che quest’Italia di oggi quotidianamente ci propone. Diversi i motivi o le ragioni che in quest’occasione ci hanno riunito, ma sicuramente un unico filo conduttore espresso fondamentalmente da tre parole: LAVORO, DIGNITA’, LEGALITA’. Molte le aziende del Sud, tra le molteplici presenti da tutta Italia, tra le quali mi piace citare, (perché di esse poco è stato detto), Fiat-Pomigliano, Eutelia, Fincantieri-Palermo e soprattutto, (perché ci lavoro), Fiat-Termini Imerese. GRANDE ROMA. Durante il corteo sfilato fino Piazza San Giovanni la città esprime la propria solidarietà di volta in volta ora con un applauso, ora con una pacca sulle spalle, ora con una canzone che dal terzo piano di un palazzo qualsiasi, dallo stereo di una persona qualsiasi esprime con forza la forza del “Pueblo Unido” che, in quanto tale, “Jamas Serà Vencido”.

Io, unico iscritto Cobas, in mezzo a centinaia di migliaia iscritti Fiom, sfilando orgoglioso con la bandiera della mia sigla sulle spalle, non posso fare altro che rammaricarmi, amareggiato per il grande assente a questa manifestazione: IL POPOLO COBAS, l’unico che avrebbe saputo e potuto dare quel pizzico in più, quel valore aggiunto ad una manifestazione assolutamente riuscita per correttezza, quantità e soprattutto qualità dei partecipanti. Non si può venir meno ai propri principi per stupide beghe agli alti livelli. … e l’autonomia della base? Abbiamo sicuramente perso l’occasione per schiaffeggiare moralmente la CGIL, (che non ha voluto mandare alcuna delegazione allo sciopero COBAS-SCUOLA del giorno prima, n.d.r.), non aderendo invece in massa a quella che è stata la dimostrazione che esiste ancora in Italia una sinistra che si oppone fermamente a tutto ciò che non ha più niente di legalità, che a tutti i costi vuol farci perdere la dignità non garantendo, ne a noi ne ai nostri figli, quel diritto che invece costituzionalmente ci spetta, il lavoro.

giuseppe cobas di Termini Imerese

 

 

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