dai territori

Priolo: costituiti i Cobas

E’costituita a Priolo Gargallo. l’ O.S. COBAS

I punti irrinunciabili sono: DIFESA e MIGLIORAMENTO delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori, dei settori popolari e degli strati sociali più deboli ed emarginati. Fattori fondanti sono l’indipendenza da istituzioni, dai partiti e delle organizzazioni  padronali  e governative contro ogni forma di clientelismo e privilegi. La Confederazione è costituita da lavoratori dell’industria, disoccupati, pensionati, casalinghe e studenti e nasce come atto di rottura nei confronti di una classe politico-sindacale FALLIMENTARE. La città di Priolo a distanza di molti, TROPPI  anni, ha visto una lenta ed irreversibile agonia dai sogni di una illusoria ricchezza per una produzione industriale che ha seminato solo malattie respiratorie, disabilità e malformazioni neonatali, povertà e MORTE.

Chiediamo a chi di dovere si assuma le responsabilità dopo i vari accordi firmati con gli imprenditori, gli stessi che continuano a negare le innovazioni tecnologiche ed una visione programmatica futura alternativa di economia eco-compatibile, DISMETTENDO le vecchie strutture.

Le compensazioni servono, visto l’impotenza dei cittadini a chiedere una bonifica del territorio con le dovute manutenzioni, ad allocare in sicurezza i vetusti capannoni, che potrebbe procurare lavoro per venti anni, potrebbero agevolare sgravi fiscali sui servizi quali acqua, luce, gas, rifiuti, e non per ultimo i carburanti.

Chiediamo l’impiego della manodopera locale, un tavolo permanente democratico e trasparente con le imprese, aperto ai rappresentanti di tutte le associazioni, con pubblicazioni di bandi o avvisi pubblici, compresi i bilanci del comune, devastati da sprechi di denaro pubblico.

In questo momento di grave crisi è giusto far lavorare disoccupati e precari,evitando  l’utilizzo dei pensionati, per chi  una pensione sono riusciti a raggiungerla, NOI NO.

Diritto alla mensa! BASTA MANGIARE PANINI: i lavoratori hanno il diritto di avere un pasto caldo, degno del loro operato.

Rafforziamo la democrazia diretta nei posti di lavoro : i lavoratori possono  e devono chiedere i propri diritti senza intermediari: BASTA SEGRETERIE PROVINCIALI  non aiutano , anzi ……………fannu danni assai !

Priolo G.Via Castel Lentini,164 -96010 tel:0931771082 cobaspriolo@gmail.com

No MUOS

Comunicato Stampa: Dopo il sequestro dei cantieri del MUOS si rafforza la mobilitazione contro la militarizzazione

I COMITATI ESPRIMONO SODDISFAZIONE PER IL TEMPORANEO SEQUESTRO, MA AVVERTONO: LA LOTTA CONTINUERA’ FINO ALLO SMANTELLAMENTO DELLA BASE

Esprimiamo soddisfazione per la notizia relativa al sequestro dei cantieri di realizzazione del terminale terrestre del Muos, il nuovo sistema di telecomunicazione delle forze armate Usa, all’interno della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi, area protetta dalle normative regionali ed europee. I Comitati No Muos insieme alle associazioni ambientaliste e ad alcune amministrazioni comunali avevano denunciato da mesi gli scempi ambientali commessi dalle imprese aggiudicatarie dei lavori di questo nuovo strumento di guerra planetaria. Altresì si erano fortemente contestate le modalità con cui la Regione siciliana, il suo governatore Raffaele Lombardo e gli assessorati competenti avevano concesso le autorizzazioni all’inizio dei lavori, consentendo opere formalmente vietate dai decreti istitutivi della Riserva naturale orientata di Niscemi, un’area di enorme importanza naturalistica per la ricchezza della sua flora e della sua fauna.

I Comitati No Muos non si sono pero’ fermati a questo e hanno denunciato instancabilmente il regime di extraterritorialità della base Usa di Niscemi e di quei cantieri, dove in particolare sono state violate le normative antimafia, consentendo a una impresa locale di effettuare gli sbancamenti e la costruzione delle piattaforme di cemento del Muos e di operare sino alla fine dei lavori impunemente, nonostante fosse stata privata piu’ di un anno fa dalla Prefettura di Caltanissetta del certificato antimafia perché ritenuta contigua alle organizzazioni criminali locali dominanti

Il sequestro dei cantieri rafforza il movimento di opposizione al Muostro militare e oggi pomeriggio migliaia  di siciliani insieme ad una delegazione di donne del presidio No Dal Molin di Vicenza manifesteranno per chiedere la revoca di tutte le autorizzazioni pro Muos concesse dal governo e dalla Regione e lo smantellamento delle 41 antenne del sistema di telecomunicazione con i sottomarini e le unità navali che da vent’anni avvelena con le sue onde elettromagnetiche la popolazione di Niscemi e dei comuni limitrofi, per ribadire ancora con piu’ forza che la Sicilia non può essere trasformata in discarica di morte e trampolino di lancio delle operazioni di guerra in Africa e Medio oriente.

Dopo quanto avvenuto a Niscemi e dopo l’esito delle audizioni in Parlamento della delegazione dei Comitati No Muos e dei sindaci del comprensorio con la richiesta formale di moratoria del progetto fatta dal Comitato d’inchiesta sull’uranio impoverito del Senato della repubblica, il Governo deve assumersi le proprie responsabilità revocando le autorizzazioni all’installazione e imponendo lo smantellamento delle strutture della base Usa e la sua restituzione alla popolazione. In caso contrario, il Movimento articolerà le adeguate forma di disobbedienza civile affinche’ siano ripristinati i principi di sovranità nazionale e del diritto a un futuro libero dalle guerre.

Coordinamento regionale Comitati No Muos

Siracusa

No al Radar anti-migranti a Melilli

Al peggio non c’è mai fine ! Continua ad essere massacrato senza pietà il territorio della nostra provincia, ora, quello definito il triangolo della morte Melilli, Augusta, Priolo; non c’è mai pace per i loro abitanti. Il radar anti-migranti che stava per essere utilizzato in avvistamento per respingere i migranti presso una delle zone più belle della nostra provincia è stato rimandato al mittente per l’ On. ministro Prestigiacomo, da una forte contestazione dei residenti, ora lo si offre a questi cittadini già avvelenati dai fumi, mare inquinato da scarichi industriali, ambiente ad alto rischio sismico, dal trasporto di veleni e sottomarini a propulsione nucleare e ora con il radar da installare, a un maggiorato potenziale inquinamento elettromagnetico, dove già insistono antenne a microonde della servitù militare in rada di Augusta. Questa è la bonifica che i residenti aspettavano da anni? Vittime di un sistema industriale ormai in rottamazione, gli abitanti stanchi di non essere ascoltati da governi politici e sindacati insensibili alla loro salute, neanche con democratiche consultazioni popolari, comprese quella contro il rigassificatore, in vana attesa, non sono riusciti ancora ad imporre le richieste di risanamento. Perchè non indirizzare i piani industriali in riconversione per il recupero ambientale? dove è finita la promessa per l’attesa bonifica che darebbe posti di lavoro per decenni ? La collocazione del pericoloso radar presso una collina calcarea in località Cugnicello Palombara nel comune di Melilli , darebbe un altro colpo micidiale senza sviluppo economico eco compatibile! Alla nostra Organizzazione Sindacale Cobas preoccuperebbe molto di più, una cieca passività e rassegnazione da parte di questa popolazione avvilita e mortificata, nel vedersi i propri diritti alla salute negati, da diktat imposti da potenti lobby d’affari senza scrupoli, di stampo politico economico, uguali e identici a quelli della costruzione del Ponte. Siamo lì !
Siracusa 26.11. 11

Confederazione Provinciale Cobas
Via Teocrito 129-Siracusa- 3408067593
cobassiracusa@libero.it

Niscemi

NO MUOS Contro l’installazione delle antenne delle antenne Nato a Niscemi

 Il 25 novembre la protesta contro il MUOS si sposta a Palermo, per ribadire di fronte i palazzi del potere il NOSTRO NO AL MUOS:
A DIFESA DELLA SALUTE
A FAVORE DELL’AMBIENTE
PER NON ESSERE COMPLICI DELLE SCELTE DI MORTE
PER LA SMILITARIZZAZIONE DEI NOSTRI TERRITORI

Il programma della giornata prevede:

* ORE 12,00 conferenza stampa – presidio a Palazzo d’Orleans
* ORE 17,00 assemblea pubblica a piazza teatro massimo

La giornata di mobilitazione NoMuos di sabato 29 ottobre , ha visto la partecipazione di centinaia di niscemesi e di diversi movimenti quali: No Radar Sardegna, campagna per la smilitarizzazione di Sigonella e tante altre realtà impegnate a sostenere la lotta contro il devastante e micidiale Muos.
E’ necessario ed urgente il bisogno di non fare spegnere la fiamma che si è riaccesa il 29/10 a Niscemi, spostando la protesta sotto il Palazzo dell’Assemblea Regionale di Palermo, dove esporremo alla città ed al Presidente Lombardo i motivi della nostra mobilitazione per ottenere:
La revoca di tutte le autorizzazioni rilasciate in sede regionale nella conferenza dei servizi tenutasi il 9 settembre scorso alla quale si è proceduto con la prosecuzione dei lavori dentro la base.

Invitiamo movimenti, associazioni. Collettivi, pensatori indipendenti a unirvi alla nostra lotta, dando conferma al più presto possibile della vostra adesioni e della partecipazione alla manifestazione a Palermo
MOVIMENTO NO-MUOS di Niscemi

hanno finora aderito: Cobas Catania, Cobas Palermo, Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, Movimento sardo NoRadar, Laboratorio Zeta, Cobas antirazzista, Assemblea Autonoma Palermitana, Comunisti – Sinistra Popolare Palermo, A SUD Sicilia, Collettivo Palermitano di Senza Tregua, Federazione Anarchica Siciliana, Comitato perla Salute e la Sicurezza dei cittadini NORADAR di Isola delle Femmine, Officina Rebelde Catania, Rete Catanese 15 Ottobre, officinautorganizzata di Palermo, ARCI Sicilia, Rete dei Collettivi Studenteschi, Occupy Massimo, Giovani Comunisti-Vittoria, PCL Caltanissetta

Messina

RETE NO PONTE VERSO IL 15 OTTOBRE

15 OTTOBRE:UNITED FOR GLOBAL CHANGE

 La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le politiche anticrisi, a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria. Le persone non sono un debito.
Anche in Italia è già stata raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre . Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo continua ad avvicinare. Vogliamo un’altra economia, un’altra società e una democrazia vera.

Anche la rete no ponte-comunità dello stretto aderisce alla giornata del 15 ottobre.
Per garantire a quanti più possibile la possibilità di partecipare al corteo è stato organizzato un pullman:

la partenza è prevista da villa s. giovanni alle ore 23.30

il costo A/R è di 20 euro

i posti sono limitati pertanto è consigliabile acquistare i biglietti al più presto
o presso il circolo arci thomas sankara 
o chiamando i numeri: 347-4853719/ 347-6187677

Catania

RETE CATANESE 15 OTTOBRE

La crisi va pagata da chi l’ha provocata

La “Rete catanese per il 15 ottobre” è un luogo di confronto orizzontale, partecipativo e plurale che vuole costruire un percorso senza deleghe che porti al superamento dell’attuale sistema capitalistico che ha determinato questa crisi.

Un percorso che guarda lontano e si alimenta delle tante contestazioni alla nuova manovra dettata dalla BCE (Banca Centrale Europea), sostenuta dal governo Berlusconi con la complicità delle false opposizioni politiche e sindacali.

Un percorso che si nutre delle tante lotte sociali: per la difesa dei beni comuni, per l’accesso ai saperi, per idiritti dei lavoratori e lavoratricicontro la precarietàcontro il razzismo, contro la militarizzazione dei territori e le guerre neocoloniali.

Nell’occidente capitalistico, dunque anche in Europa, banche e finanza internazionali salvate dagli Stati, oggi minacciano e condizionano gli stessi Stati e la loro sovranità: con gli enormi patrimoni speculativi accumulati stanno diventando i padroni del mondo, comprano in svendita i beni comuni (reti idriche- telefoniche- elettriche- gas, porti – aeroporti-autostrade, università e centri di ricerca…) e il territorio (milioni di ettari di terreno) messi sul mercato per saldare il debito. Questa epocale rapina è anche responsabile dell’aumento vorticoso del costo delle materie prime alimentari (grano, mais, riso, soia) che provoca immani carestie, soprattutto nei paesi del Sud del mondo.

L’Unione europea (UE) e la BCE ci impongono il pareggio di bilancio, facendo così pagare le manovre anti-crisi ai più deboli, tagliando la spesa sociale (istruzione, sanità, servizi, pensioni…) senza eliminare i privilegi dei più ricchi e le speculazioni.

Tutto questo con il quasi totale consenso delle opposizioni parlamentari e delle “parti sociali istituzionali”, come dimostrano l’accordo del 28 giugno tra Confindustria/ Cgil-Cisl-Uil sulla sottrazione di validità dei Contratti Nazionali e della Rappresentanza Sindacale e il documento di fine luglio sottoscritto da tutto il mondo imprenditoriale e sindacale invocante “un patto di ripresa nazionale”. Le pseudo opposizioni criticano solo opportunisticamente la politica del governo Berlusconi che vuole il blocco dei contratti e dei salari, i tagli alle pensioni e all’assistenza, la vendita dei beni comuni, l’eliminazione dello Statuto dei Lavoratori, la diffusione di contratti capestro “alla Marchionne”, la mano libera al padronato.

La recente vittoria referendaria sui beni comuni, costruita dal basso da centinaia di associazioni sociali e da migliaia di cittadini che hanno riscoperto la passione di mettersi in gioco, è la testimonianza che il cambiamento si costruisce dal basso, sopratutto quando il neo-liberismo fallisce e si impone una svolta radicale.

In questo quadro la data della mobilitazione internazionale del 15 ottobre, convocata dai movimenti europei e del Mediterraneo, è una occasione fondamentale che non potrà essere rinchiusa nei recinti angusti di nessuna rappresentanza. Il terreno comune su cui sperimentarsi, prima e dopo la giornata del 15 ottobre, è un percorso di mobilitazione che metta al centro  poche ma chiare rivendicazioni:

1. il debito attraverso il quale ci vogliono far pagare il prezzo della loro crisi, non è il nostro, non lo abbiamo contratto, noi non lo paghiamo!

2. Lavorare meno, lavorare tutti/e: abolizione di tutte le leggi sul precariato, miglioramento delle condizioni di lavoro, eguaglianza retributiva (taglio ai superstipendi dei manager e della casta), istituzione di un reddito minimo garantito (per chi è disoccupato e non trova lavoro, per chi studia).

3. I beni comuni per un nuovo modello di democrazia: Le risorse dei nostri territori e i beni comuni (acqua, energia, alimenti, servizi) devono essere sottratti al mercato ed essere gestiti direttamente con la partecipazione dei cittadini.

4. Cessazione di ogni missione di guerra: Smettiamo di spendere soldi in criminali guerre neocoloniali che seminano morti e distruzioni, costringendo a drammatiche fughe migliaia di migranti, vittime innocenti, come noi, di questo sistema neoliberista.

 

Smascheriamo e cacciamo i responsabili della crisi, riappropriamoci dei beni comuni e della nostra vita.

 

 La rete catanese per il 15 ottobre per questi motivi sostiene e fa propria in Sicilia:

  • la lotta dei precari della scuola e degli studenti contro lo smantellamento dell’istruzione pubblica;
  • la lotta per la riappropriazione dei beni comuni, a partire dall’acqua;
  • la lotta dei lavoratori precari e non contro il crescente sfruttamento;
  • la lotta dei migranti contro la sanatoria truffa e per la regolarizzazione generalizzata;
  • la lotta per la chiusura del megaCara di Mineo;
  • la lotta contro il potenziamento della base di Sigonella e contro la costruzione del Muos a Niscemi, per la smilitarizzazione dei nostri territori ed il taglio alle spese militari.

 

Rete catanese 15 ottobre

https://www.facebook.com/groups/16ottobrecatania/

 retect15ottobre@googlegroups.com

Annunci